2011-11-08 10:21:48 Fonte Abg. Spartaco Furneri

La legge spagnola 15/2005 in materia di separazione e divorzio.
Negli ultimi anni, istituti importanti del diritto di famiglia spagnolo, sono stati investiti da riforme radicali ad opera del governo presieduto da Josè Luis Rodriguez Zapatero, ed in particolare, tramite la promulgazione della legge 15/2005, che ha determinato la possibilità di divorziare dopo tre soli mesi dalla celebrazione del matrimonio senza preliminarmente dovere necessariamente ottenere la separazione.
La forza innovativa di questa legge poggia sul fatto che viene valorizzato la volontà di scelta dei coniugi nella interruzione del vincolo di matrimoniale, rispetto ad un rapporto giuridico dissolubile sulla base della circostanza prevista dalla legge. Pertanto tale contesto normativo, che pone “l’accettazione” del divorzio come causa di scioglimento del matrimonio, costituisce il fondamento della legge 15/2005. In precedenza, il divorzio in Spagna era l’ultima risorsa a cui i coniugi giungevano, solo quando era chiaro che, dopo un lungo periodo di separazione, la conciliazione non era più praticabile; con l’introduzione della legge 15/2005 può essere richiesto da entrambi i coniugi o da uno solo o anche da uno solo con il consenso dell’altro, purché vi siano le seguenti condizioni: siano trascorsi tre mesi dalla data delle nozze se il divorzio è richiesto da entrambi i coniugi o da uno di essi con il consenso dell’altro; siano trascorsi tre mesi dalla data delle nozze se il divorzio è richiesto da un solo coniuge; non è necessario che sia trascorso un certo lasso di tempo dalla data delle nozze se si attesta rischio per la vita, libertà, integrità fisica e morale, libertà sessuale del coniuge richiedente. Appare pertanto chiaro, che il primo elemento necessario sia che uno dei coniugi voglia interrompere il rapporto coniugale, senza che il convenuto possa opporsi e senza che il giudice possa respingere la domanda, tranne che per ragioni procedurali; l’altro elemento essenziale è che sia trascorso il periodo minimo previsto dalla legge. La legge 15/2005 non sopprime l’istituto della separazione, che permane come figura autonoma, pertanto i coniugi possono decidere di separarsi, continuando cosi a far permanere il vincolo coniugale, cessando solo la convivenza. La suddetta legge permette pertanto di ottenere il divorzio senza necessariamente addurre delle motivazioni a riguardo, poiché il proseguimento del vincolo matrimoniale è una manifestazione della libertà dei coniugi: la legge, cosi disponendo, rafforza la libertà di scelta dei coniugi. In particolare, l'accettazione del divorzio come causa di scioglimento del matrimonio costituisce il cuore della legge, il cui intento è evitare un processo complesso e stressante, allontanandosi dalle caratteristiche del vecchio modello della separazione-sanzione, con notevoli risparmi sui costi economici per le parti ed anche di stress personale, che una separazione comporta. La volontà del legislatore è quella di dare due opzioni, separazione o divorzio, scelte dalle parti in modo da rafforzare il principio di libertà dei coniugi nel matrimonio. Nell’ipotesi in cui le parti congiuntamente richiedano la separazione o il divorzio devono necessariamente redigere una proposta di accordo in conformità alle disposizioni previste dall'art. 90 del codice civile. Per quanto concerne gli effetti giuridici del divorzio bisogna innanzitutto precisare che esso determina lo scioglimento del vincolo matrimoniale, quindi cessa l’obbligo di convivenza e di assistenza reciproca e i coniugi saranno liberi di contrarre un nuovo matrimonio; inoltre il divorzio determina lo scioglimento del regime patrimoniale dei coniugi e di conseguenza la liquidazione di tutti i beni comuni. In presenza di minori Il divorzio richiede inevitabilmente la decisione dell’affidamento. Se vi è l’accordo di entrambi i genitori si potrà giungere all’affidamento condiviso oppure su richiesta di una delle parti, e previo parere favorevole del pubblico ministero, il giudice potrà decidere l’affidamento congiunto se lo riterrà necessario per l’interesse del minore. Nonostante il divorzio sancisca la cessazione del rapporto coniugale, non vengono meno, però, per i genitori gli obblighi nei confronti dei figli e per tali ragioni entrambi devono contribuire al loro mantenimento, fino a quando i figli saranno economicamente indipendenti. Infine ultimo punto da porre in evidenza, riguarda “l’obbligo al mantenimento”. Come già abbiamo visto, il divorzio comporta il venir meno dell’obbligo di convivenza e di assistenza reciproca e, conseguentemente, nessuno dei coniugi è più tenuto a mantenere l’altro, a meno che non si crei uno squilibrio economico tale da determinare per uno dei coniugi un impoverimento rispetto alla situazione precedente al divorzio: in questo caso il coniuge leso avrà diritto di percepire un assegno che compensi tale squilibrio. Al fine di ridurre le conseguenze della separazione e del divorzio per tutti i membri della famiglia, mantenere un buon dialogo, soprattutto per salvaguardare la tutela degli interessi dei minori coinvolti, la legge 15/2005 prevede la mediazione come risorsa alternativa per la risoluzione delle controversie familiari, grazie all'intervento di un mediatore imparziale e neutro. Le parti possono, in ogni momento chiedere al giudice di sospendere il procedimento, al fine di poter dar vita ad una mediazione familiare che possa giungere ad una soluzione concordata su temi in discussione. La legge 15/2005 in materia di separazione e divorzio ha sicuramente segnato in Spagna una svolta fondamentale; l’eliminazione della necessità della previa separazione personale per la presentazione della domanda di divorzio, l’opportunità per i coniugi di poter scegliere tra separazione e divorzio, come istituti alternativi completamente indipendenti, ed ancora, la possibilità di presentare domanda di divorzio, senza una specifica causale, per ciascuno dei due coniugi, dopo che siano passati anche solo tre mesi dalla celebrazione del matrimonio, hanno di fatto comportato una vera rivoluzione legislativa in una materia cosi delicata e centrale. A questo punto se si procede ad una breve comparazione con il diritto di famiglia italiano, appare evidente che per quanto riguarda la materia in oggetto (Ley 15/2005), in Italia è ancora valida la propedeuticità che lega questi due istituti “separazione” e “divorzio”. Infatti, per l’ordinamento italiano non è possibile chiedere il divorzio se prima non è stata pronunciata separazione giudiziale o consensuale e se la separazione non si sia protratta per almeno tre anni a decorrere dalla data di comparizione dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione. Come facilmente prevedibile, a seguito dell’introduzione della legge 15/2005, la Spagna è il Paese dell’Unione europea nel quale il numero dei divorzi è maggiormente aumentato negli ultimi anni. Il dato emerge con forza, da un’indagine sul divorzio nei 27 Paesi dell’Unione Europea pubblicata dall’Istituto de Política Familiar (Ipf) di Madrid e relativa al periodo 1998-2008. Dalla suddetta indagine si è visto come l’incremento dei divorzi in Spagna nel decennio osservato è stato costante, fino a raggiungere il 205 %: si è infatti passati dai 36.072 divorzi nel 1998 ai 110.036 nel 2008. Come sottolineato dal presidente dell’Ipf, Eduardo Hertfelder, l’incremento dei divorzi in Spagna costituisce il 69% del totale di quelli dei quindici Paesi che componevano l’Unione Europea nel 1998 e il 58% degli attuali 27; questo dato non può non far riflettere considerando anche come su ciò abbiano inciso gli effetti legislativi fin qui considerati. Il rapporto dell’Ipf, precisa ancora Hertfelder, mostra l’istituto matrimoniale messo in crisi da una assenza di «politiche a favore delle famiglie in generale e delle famiglie in crisi in particolare», per cui l’incremento dei divorzi è da considerare come «il principale problema per le famiglie spagnole ed europee» che richiede la realizzazione di «un’autentica politica preventiva che aiuti le famiglie in crisi». In effetti anche in Italia, come registrano negli ultimi anni i dati dell’Istat, le separazioni e i divorzi, sono aumentati, confermando una generale tendenza alla crescita.
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