Tag: legge fallimentare spagna, legge concorsuale spagna, procedure fallimentari concors
2011-11-10 15:18:18 Fonte Abg. Spartaco Furneri

La nuova legge fallimentare in spagna (LEY 38/2011).

La legge sul fallimento n. 22/2003 aveva istituito un procedimento giudiziale unico, denominato “Concurso de acreedores”. Questa legge ha rappresentato indiscutibilmente una riforma importante del diritto fallimentare spagnolo.

Il “concurso de acreedores” era l’unico procedimento applicabile sia al debitore civile che al commerciante, indipendentemente dal fatto che si trattava di persona fisica o giuridica. Lo scopo principale della legge 22/2003 era quello di soddisfare il più possibile i crediti, sebbene nel contempo la legge privilegiava le soluzioni atte a favorire la continuità dell’impresa e la salvaguardia dei posti di lavoro. Dichiarato il fallimento, si trattava di determinare l’attivo del debitore e l’elenco dei creditori e, una volta approvato l’inventario e l’elenco dei creditori, si poteva scegliere se pervenire fra debitore e creditori ordinari ad un concordato, che in pratica consisteva in una remissione del debito non superiore al 50% ed ,eventualmente, anche in un differimento non superiore a 5 anni; oppure si procedeva alla liquidazione, di preferenza mediante la vendita dell’impresa o di unità produttive, pagando con il ricavato i debiti nell’ordine approvato. L’approvazione da parte del parlamento spagnolo della legge 38/2011, ha radicalmente riformato la legge 22/2003, introducendo una serie di modifiche importanti volti a correggere gli inconvenienti rilevati nella precedente ed a colmarne le lacune, anche alla luce dell’attuale situazione economica globale. Infatti la nuova legge di riforma agevolerà gli accordi stragiudiziali e di ristrutturazione di impresa, semplificherà i procedimenti concorsuali, conseguendo sicuri miglioramenti. Inoltre la riforma incentiva le soluzioni preconcorsuali al fine di non sovraccaricare i tribunali fallimentari. In primo luogo, la legge dà la possibilità alle aziende di soluzioni alternative, più flessibili attraverso accordi stragiudiziali di rifinanziamento ed introducendo istituti preconcorsuali, volti a trovare soluzioni alternative al fallimento. In secondo luogo, la legge di riforma si prefigge di evitare che lo stato di insolvenza si prolunghi nel tempo, perché ciò determinerebbe grave pregiudizio per i creditori; infatti per evitare di recare danno ai creditori si sono semplificate e rese più veloci le procedure concorsuali, favorendo una rapida soluzione non solo con le procedure abbreviate, ma anche attraverso soluzioni specifiche per trovare un accordo: ad esempio, si offre al debitore un incentivo se riesce ad raggiungere in anticipo l’accordo con i creditori, sempre che ciò non sia troppo oneroso; la procedura viene sospesa se viene confermato che è in corso una trattativa con i creditori. La legge prevede, inoltre, che l’eventuale accordo raggiunto con i creditori sia approvato dal giudice. Alla procedura semplificata e alla riduzione dei tempi si aggiunge il fatto che sono state armonizzate le varie fattispecie di responsabilità degli amministratori di società per azioni. La nuova legge fallimentare mira anche a migliorare il regime di pubblicità, rafforzando il ruolo del Registro Público Concursal (Registro pubblico fallimentare) che, istituito dal regio decreto legge n. 3/2009, ha sostituito il Registro Público de Resoluciones Concursales (Registro pubblico delle decisioni in materia di insolvenza). Tale Registro, rendendo note le decisioni dei procedimenti di insolvenza, promuove e garantisce la pubblicità e la trasparenza. E’ da sottolineare, inoltre, una nuova disposizione introdotta dalla legge fallimentare che prevede un regime speciale per le società sportive, al fine di evitare le distorsioni che possono verificarsi se si applica una logica puramente economica alle società sportive, garantendo in tal modo la stabilità nelle competizioni sportive. Ad esempio il calcio spagnolo soffre da anni una profonda crisi: secondo un’inchiesta il debito complessivo dei club spagnoli raggiunge i 4 miliardi di euro (circa il doppio dei ricavi totali), ciò genera enormi conseguenze, come il mancato pagamento degli stipendi dei tesserati, (oltre 300 calciatori hanno denunciato insolvenze da parte dei club di appartenenza, sia della Liga che della Segunda Division). Non poche società (21) hanno fatto ricorso alla Ley Concursal, che consente alle società calcistiche a rischio di insolvenza di sospendere o dilazionare i pagamenti senza essere dichiarati in bancarotta, evitando cosi di incorrere nelle sanzioni che il regolamento sportivo prevede come, ad esempio, sottrazione di punti o retrocessione.


Segnala questo articolo: